Come viene gestita la darsena di Senigallia?

Faro di Senigallia

Le persone che frequentano la darsena turistica comunale stanno vivendo dei grossi disservizi, dal mancato funzionamento del travel-lift a quello del rifornimento di carburante.
Andiamo con ordine, iniziando proprio dal travel-lift. Oltre ad aver spesomigliaia di euro per tinteggiare il macchinario di bianco, quando in tutte le altre realtà è di colore blu, il Comune, anziché chiamare la ditta costruttrice per il regolare svolgimento della manutenzione, ha ben pensato di chiamare l’ARPAM. I tecnici dell’ARPAM non hanno potuto far altro che diffidare il Comune dall’utilizzo del macchinario (perchè?). Ne consegue che, chi deve far riparare la propria imbarcazione, deve chiamare una gru o portarla altrove, come nei porti di Fano od Ancona.
Il distributore invece resterà poco utilizzato perchè poco remunerativo e quindi incapace di attrarre l’interesse per la gestione.
Pertanto, oltre ad aver costruito il porto in modo errato, per via della lunghezza invertita dei due moli, e l’isolotto formatosi ne è la riprova, abbiamo una darsena utilizzabile in modo ridotto e che espone a forti criticità quelle persone che pagano un canone annuo.
A fronte di questa realtà, stonano i 500.000,00 euro destinati ad abbellire una struttura che presenta carenze ben più gravi delle fioriere o delle panchine e che ne precludono la produttività e la sua fruizione, compromettendone l’attrazione turistica.
Sarebbe senz’altro più opportuno e fruttifero investire nella funzionalità dell’infrastruttura, magari attraverso un escavo, laddove possibile, oltre che in servizi turistico diportistici di qualità. E’ evidente che non ha alcun senso disseminare di arredo urbano il porto turistico della città, se non vi è un appeal verso l’utenza specifica, i diportisti, i quali, com’è noto, cercano porti che funzionino a dovere, oltre che per l’attrattiva di un sito turistico balneare. Certo questi interventi sarebbero sicuramente apprezzati dai turisti e dai senigalliesi che vi svolgono una salutare passeggiata nelle belle giornate ignari , però, delle vere problematiche della darsena. E’ infatti illusorio credere che una bella panchina porti delle belle barche, se poi queste non possono fare rifornimento, non possono procedere ad una riparazione, hanno problemi di attracco, ecc. In questo quadro è molto più urgente reperire risorse in primis per riattivare il travel-lift, poi forse per creare delle utilities reali e non di facciata.
Non va dimenticato che la funzionalità e l’efficienza delle attrezzature richiamerebbero le aziende del settore ad operare nel nostro porto con evidenti ricadute positive sull’occupazione e sulla ricchezza della nostra città.