La rivolta delle Partite Iva

Il popolo delle partite Iva si ribella contro il sistema fiscale e burocratico italiano e accusa il  governo di essere dormiente, incompetente e poltronaro. Il movimento, nato in Puglia lo scorso novembre, si sta sviluppando a livello nazionale ed é arrivato anche a Senigallia, per proseguire ad Ancona, Macerata e Fermo.  I titolari di partita Iva manifestano grande malcontento ed esasperazione, per un sistema fiscale opprimente ed iniquo, che vessa la categoria con un carico fiscale e contributivo che sfiora il 70%, a fronte del 15% in Inghilterra, 12% in Austria e 10% in Croazia.   L’imprenditore pesarese Umberto Carrera, coordinatore regionale per le Marche, afferma che le partite Iva devono essere rappresentate e sostenute, non schiacciate e sfiduciate. La maggior parte delle imprese italiane è formata da piccole e piccolissime aziende che invece andrebbero tutelate perché solo così si incrementano i posti di lavoro. I tanti obblighi e complicazioni quasi vessatorie accanto a un numero indefinito di tasse sugli imprenditori non aiutano a crescere ma portano solo tanta rabbia. Niente malattia, né maternità, né assegni familiari o pensione per gravi patologie e, in prospettiva, una pensione di anzianità inferiore all’assegno di pensione sociale. Queste sono le condizioni in cui vivono la maggior parte delle partite Iva  sfiorando la soglia di povertà. Chiedono allo Stato di aprire un tavolo di contrattazione significativo, per ridurre la fiscalità del 50% e minacciano di chiudere i rubinetti. La Civica ritiene che sia importante sostenere questo movimento, che porta in piazza con coraggio e determinazione il proprio disagio, in quanto parecchie di loro stanno morendo, esaurendo energie, risparmi, idee non riconosciute né valorizzate. Spesso giudicati come “ladri a prescindere” mentre rimangono impuniti i veri evasori della élite della grande finanza o delle piattaforme internazionali come Google, che paga un indecoroso 5%. In più le partite Iva rappresentano la spina dorsale portante dell’economia italiana, basata sulla piccola e piccolissima impresa che é basilare tutelare per salvaguardare ed incrementare i posti di lavoro diminuendo la disoccupazione. .Molti giovani e professionisti sono alla ricerca di uno spazio lavorativo a costi sostenibili.Gli affitti sono elevati anche in conseguenza degli alti costi che i proprietari di immobili sostengono.  La Civica promuoverà il co-working mettendo a disposizione spazi comunali agibili, dove possibile.

Consapevoli delle difficoltà del bilancio comunale, ci impegneremo a ridurre l’addizionale comunale Irpef, la Tari e l’Imu-Tasi, così come le tasse su insegne, e l’occupazione di suolo pubblico e su queste tasse  dovrà essere rivisto qualche meccanismo visto che la ditta Abaco, regolarmente incaricata dalla Giunta Mangialardi , sta esigendo da attività commerciali e privati il pagamento di anni di arretrato.

 

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